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Rula Jebreal e le parole ad un deputato: "Scimmia". I fatti
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“Una scimmia”: monta il caso per le parole di Rula Jebreal poi le scuse

Rula Jebreal

La giornalista e scrittrice Rula Jebreal coinvolta in un caso molto complesso e discusso con alcune frasi ritenute a sfondo razzista.

Spesso coinvolta in accesi dibattiti per la difesa dei diritti e per le questioni legate alla Palestina, la giornalista e scrittrice Rula Jebreal si è trovata nelle ultime ore al centro di un vero e proprio caso che l’han vista ricevere accuse di razzismo per aver definito un esponente politico “una scimmia“. Parole che hanno portato la diretta interessata a fornire delle scuse con annesse spiegazioni.

comizio politico

Il caso che ha coinvolto Rula Jebreal: le parole

Rula Jebreal è intervenuta sui social per chiedere scusa dopo le polemiche nate da una frase pronunciata durante un’intervista a un canale YouTube americano. La giornalista aveva definito Hakeem Jeffries, esponente democratico e capo della minoranza alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, una “scimmia dell’Aipac”, riferendosi alla lobby ebraica statunitense.

L’uscita aveva immediatamente suscitato reazioni. La stessa Jebreal, ancora durante la conversazione, si era resa conto che le sue parole potevano essere considerate offensive. Di fronte all’osservazione dell’intervistatore, che le aveva fatto notare la gravità dell’espressione utilizzata, la giornalista aveva cercato di spiegare il senso della propria affermazione.

La spiegazione e le scuse

“Ma io parlavo delle tre scimmiette: non parlo, non vedo e non sento”, aveva risposto, tentando così di chiarire a cosa intendesse fare riferimento. La spiegazione, tuttavia, non è stata sufficiente a fermare le polemiche che si erano sviluppate attorno alle sue parole.

Per questo Jebreal ha successivamente affidato ai social un messaggio di scuse, nel quale ha anche chiarito le ragioni della sua critica nei confronti di Jeffries. La giornalista ha spiegato di essere “disgustata e inorridita” dal fatto che il deputato stia accettando denaro da Aipac, collegando la propria posizione alla situazione in Palestina e a quella che definisce il genocidio di Israele in Palestina.

Nel suo intervento, però, Jebreal ha riconosciuto senza ambiguità che il termine scelto per descrivere Jeffries era stato inappropriato e offensivo. “Non avrebbe mai dovuto essere usato”, ha scritto, accompagnando questa ammissione con delle scuse definite incondizionate.

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ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2026 9:49

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